| Tempio ai tempi di D.G.Pes | L'entroterra culturale | Percorso letterario | |
| Il Catullo gallurese |
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È indubbio che la grande poesia nasce da doti di istintività e spontaneità, ma certamente una solida cultura di base permette al poeta di perfezionare la tecnica e raffinare la struttura e la musicalità dei versi. La poesia di Don Gavino è certamente spontanea e genuina, ma una attenta lettura evidenzia la sua profonda familiarità con i poeti della cultura latina e di quella più vicina ai suoi tempi. Tre sembrano essere i punti di riferimento più marcati: Catullo, Petrarca e Metastasio. Un filo sottile lega attraverso il tempo l'esperienza di questi grandi, espressioni di momenti storici e di culture assai differenziati: l'amore come tormento, i sospiri cocenti, la disperazione, il rimpianto, l'incertezza la contraddizione dei sentimenti estremi. |
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L'Arcadia "di li pastori" era però una realtà assai lontana dalla "Gallura di li pastori" terra di gente semplice e di sentimenti forti che egli seppe elevare a dignità d'arte. |
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Seppe esprimere, come dice Nino Murineddu in un suo bel saggio critico,
con delicatezza e semplicità i moti del cuore, il tema sempre attuale dell'amore. |
Gli studenti che hanno effettuato il lavoro di ricerca su Don Gavino Pes sono stati guidati dalla prof.ssa Paola Scanu