La festività dei Santi e dei Morti, ricca di fede, ma anche di superstizione,
assume una particolare rilevanza nella vita del nostro popolo: oltre alle
visite in cimitero e alle tombe dei propri cari, si svolgono dei rituali che,
nei centri più grandi, sono stati quasi dimenticati.
È tradizione per le famiglie preparare dei dolci (papassini,
origliette, acciuleddi, sospiri,biscotti) e portare
i fiori al cimitero accompagnati dalle preghiere e dalla partecipazione alla
Messa pa l'anima di li molti (per l'anima dei defunti).
Secondo una credenza popolare, durante "La Cena dei Morti", la notte tra la
festa di OnniSanti e dei morti, verrebbero a passi lenti le anime dei morti a
sedersi a tavola. Pertanto, la notte si prepara la cena con piatti fumanti,
vino, dolci e frutta come se si debba far festa; a tavola non si mettono le
posate perché i morti non si facciano male.
I bambini, nel giorno dei morti, usano bussare di casa in casa e chiedere:
-Ci li deti li molti e molti? (ci volete dare qualcosa in memoria dei
vostri defunti?).
Essi ne ricevono caramelle, dolci, castagne e fichi secchi e ringraziano con:
-Sia pa li ostri molti (sia per i vostri morti).