La preparazione del Lunissanti avviene diverso tempo prima; il Priore,
nominato il giorno dell'Ascensione per l'intero anno, sceglie i dodici
confratelli che costituiranno i tre cori detti: "Del Miserere", "Dello Stabat",
"Dello Jesus". Altro compito del priore è la scelta dei dodici portatori dei
misteri che vengono chiamati "Apostoli" come per ricordare il loro annuncio
post-pasquale di salvezza.
Il Lunedì Santo, i confratelli, verso le 5 del mattino, vanno nella piccola
chiesa di S.Maria e si preparano al rito che durerà l'intera giornata;
indossavano la veste costituita da un lungo camice bianco (in lino o cotone,
cinto da una grosso cordone monacale bianco), da un cappuccio a punta molto
alta con la parte anteriore forata all'altezza degli occhi.
Prima che il rito
abbia inizio, i confratelli, si dispongono ai loro posti: all'altare si
sistemano i dodici “Apostoli” (li Apostuli), al limite del presbiterio
i tre cori.
Durante la liturgia, ogni coro, esegue il proprio pezzo; alla conclusione,
tutti assieme, cantano il "Salve o Regina", stando in ginocchio, dopo di che
si compone il corteo. Apre il corteo il coro del "Miserere" portando come
simbolo un teschio detto Lu capu di lu moltu (La testa del morto).
Seguono uno dopo l'altro, a distanza di alcuni metri, gli “Apostoli” che
portano il calice, il guanto, la fune, la catena, la colonna, i flagelli e
la corona di spine; questi hanno il cappuccio calato sul viso, mentre i cori
la ripiegano sulla fronte.
Segue a distanza il coro dello "Stabat" con il simbolo dell'Ecce Homo
rappresentato da un busto del Cristo legato, con una corona di spine in testa
e una canna in mano; esso viene chiamato la Pieddai (La Pietà).
Seguono gli altri Apostoli con la croce, la scala, il martello e le tenaglie,
la spugna e la lancia; conclude il corteo il coro dello "Jesus" con il simbolo
del Cristo Crocifisso.