Si sente parlare spesso di tradizioni della Settimana Santa, ma le sacre
rappresentazioni, superano il fatto folcloristico; esse mostrano la fede
del popolo sardo e solo in questo spirito si riesce a capire il perché del
rispetto delle antiche tradizioni.
I riti della Settimana Santa sono di sicura provenienza spagnola, infatti
durante la dominazione spagnola i vescovi locali introdussero il culto di
alcuni Santi spagnoli, ad esempio S.Isidoro, e l'introduzione dei riti della
Settimana Santa.
Lunissanti
La scarsità di notizie si ha nella tradizione del Lunissanti ricorrenza
con la quale a Castelsardo iniziano i riti della Settimana Santa. Secondo
alcune notizie pervenute dai pochi documenti rimasti, i creatori del
Lunissanti di Castelsardo sono i monaci Benedettini Cassinesi che animavano
la vita religiosa, culturale, economica e sociale delle nostre popolazioni,
con la loro presenza nell'Abbazia primaria di Nostra Signora di Tergu. La
scoperta del dramma Sacro Cassinese contenuto nel manoscritto "Officium quarti
militis", che fu a sua volta riportato in un antichissimo codice; essa
acquisisce notevole importanza in quanto fu uno dei primissimo drammi sulla
Passione.
Furono, pertanto, i monaci i primi attori del Lunissanti, facendo
divenire questo momento un ulteriore preparazione penitenziale alla Pasqua per
tutti i fedeli.
La sacra rappresentazione trova maggiore espressione nel canto eseguito dai
cori di confratelli
che sono quanto di più autentico e antico sia stato
tramandato nel canto popolare; esso è di natura polifonica e viene eseguito da
tre cori i cui componenti non hanno “conoscenze musicali”.
Un pezzo di singolare valore è un canto chiamato "Lauda" che inserisce, nella
struttura drammatica della rappresentazione dei misteri, un elemento locale,
S'Attitu, nel quale si ricordano le varie torture inflitte a Gesù nel
suo viaggio verso il Calvario; il testo è in latino e consiste in dieci
invocazioni cantate da un solista a cui risponde il coro.