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I riti della morte

La paura della morte è antica quanto l'uomo.
Molti sono i fatti considerati presagi di morte. I segni premonitori si possono avere nei sogni e nei responsi dati dalle fattucchiere con le carte che accertano lo svolgimento della vita della persona.
Per allontanare l’effetto malefico della civetta, si esercitava questo scongiuro:
Istrìa, istrìa................civetta, civetta
Malaita siese.................tu sia maledetta
Malaita dae Deus..............maledetta da Dio
Non tocches sambene meu.......Non toccare il mio sangue
Rena cantu hat in mare........quanta sabbia c’è nel mare
Ti che potas tragare.........che ti possa portar via
Linda cantu est in su monte...e quanta legna c’è nel monte
Ti potas brujare..............ti possa bruciare
A Tempio l'ululato del cane è segno che tre persone del vicinato devono morire. A S.Teresa la caduta di un ghiacciolo (cironi) è presagio di morte.
Se si vede una stella cadente, morirà una donna se il suo colore tenderà più verso il bianco, morirà invece un uomo, se il colore tenderà verso il rosso, non si deve toccare qualcuno che si abbia vicino, per non farlo morire o recargli sventura.
Se vi è in casa un ammalato e si versa sbadatamente dell'olio, l'ammalato morirà. Se l'ammalato muore e conserva gli occhi aperti si ritiene che altra persona della famiglia lo segua entro l'anno; si crede che se rimane aperto l'occhio destro, morirà uno stretto congiunto; se il sinistro un parente meno prossimo. Se un funerale avviene di venerdì presagirebbe la morte, entro l'anno, di altre sette persone abitanti nella stesa via. Il funerale di sabato presagisce la morte di tre persone del vicinato. Quando le galline svolazzano a notte tarda nella stia o fanno gran rumore, non bisogna fare il nome di alcuna persona poiché in caso contrario questa morirebbe.

continua...


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