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Nuraghe Majore

Apprestandoci ad entrare si nota l’ingresso trapezoidale rialzato da due gradini, architravato e provvisto di una finestrella di scarico che ha la funzione di alleggerire il peso delle pietre che sovrastano l’architrave. In basso a sinistra si nota il foro di uscita di un canale di scolo che scorre lungo il corridoio sino ad arrivare ad un cortiletto per far defluire le acque piovane. Superata la soglia ci troviamo nel corridoio coperto, nella prima parte, da due lastroni sfalsati e ad ogiva nella parte finale più alta. Proprio percorrendo il corridoio si può accedere a due stanze l’una a destra e l’altra a sinistra, entrambe con apertura architravata. La prima, con le pareti aggettanti a formare la tholos (falsa cupola), ha il soffitto aperto a causa di un crollo; in questa stanza probabilmente venivano celebrati riti e cerimonie. La stanza di sinistra, invece, presenta una tholos intatta; nella parete di fronte all’ingresso si accede ad una cella più piccola con copertura ad ogiva degradante verso la parete di fondo. Non essendoci aperture verso l’esterno, per visitare questi due ambienti è necessario munirsi di una buona torcia elettrica. Tutti questi ambienti hanno pianta ovoidale irregolare. Proseguendo per questo corridoio si arriva ad un’apertura architravata, sormontata da una finestrella di scarico e provvista di soglia, che immette in un cortiletto di forma semicircolare chiuso da una cortina muraria leggermente aggettante che presenta una feritoia nel punto di congiunzione col corpo del nuraghe. Tra la cortina e il corpo meridionale della torre è incuneata una scala che permette l’accesso al piano superiore.

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