[INDIETRO]
INDIETRO
[AVANTI]
AVANTI
Dominazione sabauda

Quando, nel 1718, Vittorio Amedeo II si vide costretto ad accettare la Sardegna in cambio della Sicila, il valore globale della prima era nettamente inferiore a quello della seconda di 1/8 circa. Il sovrano sabaudo accettò, dunque, l'Isola malvolentieri anche perché dopo secoli di governo aragonese, prima, e poi spagnolo, la popolazione era profondamente imbevuta di cultura iberica; la guerra, inoltre, era appena terminata e le fazioni erano ancora in discordia fra di loro divise fra partigiani della Spagna e dell'Austria. Il nuovo sovrano doveva, quindi, procedere molto cautamente e, in effetti, una delle prime direttive inviate al Barone di S.Remy, primo Viceré dell'isola, raccomandava che si mostrasse molto accorto nel distribuire le cariche per evitare ogni sospetto di favoritismo verso l'una o l'altra parte, rispettasse le usanze dei sardi e, almeno per i primi tempi, di non innovare, o mutare, nessuna delle leggi emanate durante il dominio spagnolo e di non imporre immediatamente l'uso della lingua italiana, ma di procedere nell'opera di italianizzazione gradualmente.
Il compito di immettere l'isola nell'orbita degli stati italiani era reso più arduo dalle clausole del trattato di Londra che impegnava Vittorio Amedeo II, e i suoi successori, a riconoscere e mantenere immutata la situazione nell'Isola; ciò nonostante il nuovo Sovrano procedette ad un sotterraneo lavoro di controllo: al Governo della Sardegna venne inviato un Viceré, che durava in carica tre anni, con poteri apparentemente uguali a quelli dei governatori spagnoli ma, in realtà, controllato e vincolato da segrete disposizioni che gli impedivano una larga autonomia di iniziative.
Venne mantenuta la carica di governatore del Capo di Sassari, ma il suo potere venne limitato sia dai confini territoriali che dalle facoltà, concessa agli abitanti di quel Capo, di appello alla Reale Udienza. Vennero soppressi l'Ufficio del Maestro Razionale, il Tribunale del Regio Patrimonio e la Giunta Patrimoniale.

continua a pag.2