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Neolitico Recente e Protocalcolitico

In questo periodo, assieme all'argilla, inizia ad essere lavorata la ceramica; i vasi assumono forme più fantasiose e complesse, sono ravvivati da colorazioni di ocra rossa e pasta bianca e spesso vengono adornati di immagini stilizzate o motivi lineari, stelle, cerchi, fasce, triangoli ecc., per lo più incisi.
Nascono villaggi complessi e di grande estensione con decine di capanne, pozzi, focolari e zone per conservare gli alimenti.
Le capanne costruite in legno, paglia e piccole pietre erano già comparse nella forma più rudimentale nel Neolitico Medio, ma è solo in questo periodo che raggiungono il massimo splendore; attualmente non ne rimangono tracce, ma noi possiamo ricostruirne la tipologia grazie alle Domus de Janas: grotticelle artificiali scavate nel sottosuolo con un pozzetto d'accesso alle camere (Anghelu Ruju) o orizzontalmente sulle fronti delle colline (S. Andrea Priu, Perfugas ).
Le Domus de Janas (case delle fate o streghe) erano in realtà tombe sotterranee che riproducevano l'abitazione dei vivi: capanne rotonde con tetto conico o ambienti rettangolari con tetto a doppio spiovente .
Le statuine della dea-madre che nel Neolitico Medio presentavano forme rotonde e abbondanti, subiscono ora una trasformazione, diventano più sottili e asciutte, e talvolta vengono riprodotte in stele che presentano tratti del volto femminile con i seni in evidenza.

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